Edizione 2011 – Milano

Report della giornata

Lo speciale su DDm
La presentazione di InfoTrends
La gallery dell'evento 

I relatori

Enrico BarboglioPresidente 4IT Group
Ralph SchlözerEuropean Director On Demand Printing and Publishing InfoTrends
Maurizio Audone – Presidente Adverteaser
Gaetano Grossi – Direttore marketing e sviluppo tecnologico Leaderform
Federico Tornielli – Direttore commerciale Poligrafico Roggero e Tortia
Vincenzo Cirimele – Amministratore Pressup
Andrea Berzolla – Amministratore delegato Direfarestampare
Mario Fiorentinodirettore generale del settore per la regolamentazione postale
Fausto Ceolini – Presidente Xplor Italia
Sergio Vitelli – Segretario Asig 
Luca Leonardini – Ceo Censhare
Carlo Emanuele Bona – Amministratore delegato Promedia
Giovanni Antonuzzo – Amministratore delegato Rotomail
Roberto Battiston – Ricoh
Gabriella MorettiHp 
Luisa Baronchelli – Soluzionisubito
Damiano Viscardi – Soluzionisubito
Luca Palmisano – Gmc
Giovanna Nuzzo Océ
Roberto Tumaini Kern

I temi principali
La comunicazione stampata e i relativi modelli si business legati al cross-media e al web-to-print sono stati protagonisti della tavola rotonda cui ha partecipato un panel eterogeneo, composto da esponenti dell’intera filiera della comunicazione. Creatività generatrice di messaggi che convincono all’acquisto: per Maurizio Audone, presidente di Adverteaser, “L’obiettivo dei nostri clienti non è comunicare, ma vendere. Dunque il nostro compito è dare attenzione al cliente per indurlo all’acquisto, ottenendo risultati misurabili; ciò cambia completamente il rapporto dell’agenzia di comunicazione nei confronti dei committenti.” Impossibile continuare a considerare lo stampato come entità a sé stante, mentre andrebbe valutata l’efficacia del progetto di comunicazione nel suo insieme e dove si innesta anche il lavoro dello stampatore. Dodici anni fa Adverteaser sperimentò la coesistenza di stampa e web in un progetto che prevedeva l’invio di depliant personalizzati. Oggi è possibile fare molto di più e in virtù delle azioni di monitoragetegio su risposte e consumi, stabilire strategie vincenti.   

Il colore è vincente 
Sono cambiamenti importanti quelli che avvengono in un’azienda di stampa che decide di proseguire nell’evoluzione per dare maggior ascolto ai clienti e assecondarne le esigenze. Lo ha illustrato Gaetano Grossi, direttore marketing e sviluppo tecnologico di Leaderform: “I grandi volumi del direct marketing non esistono più: le richieste vertono su comunicazioni sempre più mirate a target specifici e con maggiore qualità nel processo di comunicazione. La crescente attenzione è verso la dematerializzazione e la multicanalità del delivery via web, la posta elettronica certificata.”

L’impiego diffuso del web per lo scambio di documenti ha accelerato il passaggio dal bianco e nero al colore nella comunicazione stampata, con una conseguente crescita idendei volumi della stampa digitale full color che diventa una grande opportunità per le applicazioni di Direct Mailing e transpromo. Leaderform ha rilevato una tendenza uniforme su alcune richieste specifiche come il monitoraggio continuo del processo e il supporto nelle strategie di ottimizzazione dei costi di spedizione.

Una fotografia dei recenti mutamenti del mercato è stata fornita da Federico Tornielli, direttore commerciale del Gruppo Roggero e Tortia: anche le aziende più piccole e con volumi ridotti ora hanno accesso a soluzioni che, fino a poco tempo fa, erano prerogativa delle realtà più grandi. Uno scenario che i fornitori di servizi di stampa e delivery non avevano considerato: “Per affrontare questo interessante fenomeno della segmentazione della comunicazione abbiamo adeguato il nostro flusso di lavoro interno e stretto una partnership con Posta Pronta, una web company che permette anche alle piccole aziende di inviare anche una sola lettera da pc. Questo servizio si serve di Posta Target e consente l’invio anche di sole cento comunicazioni personalizzate, favorendo l’accesso a questa applicazione sia alle piccole imprese sia ai grandi clienti nella diversificazione della loro comunicazione. La nostra offerta di soluzioni si è così ampliata, generando in questo preciso ambito una crescita a due cifre” .

Anche i clienti evolvono e prestano sempre più attenzione a tutti gli anelli della filiera anche se la tendenza è quella di affidarsi a un unico interlocutore, lo stampatore, chiedendogli anche consulenza sugli strumenti più adatti e efficaci.

E' ora di web-to-print
Il tema del web-to-print è stato introdotto da Vincenzo Cirimele, amministratore di Press Up, azienda che oltre alla stampa tradizionale offre soluzioni web, sviluppandole in collaborazione con i propri clienti: gli iniziali progetti pilota sono sostituiti da un’offerta strutturata, costruita sulla base delle esigenze degli utenti.

La nostra attività è partita dall’analisi del nostro target: l’utente italiano di servizi web-to-print ha un’età media di 50 anni contro i 24 dei clienti stranieri. La prima richiesta da parte della clientela era di poter trovare sul web un’offerta che andasse oltre i prodotti standard. Il nostro modello di business supera il paradigma che idendeitifica il web-to-print alla stampa digitale: ci siamo basati sul nostro background di tipografia tradizionale e abbiamo creato una sinergia tra le tecnologie offset e digitale per avere massima resa nell’offrire un’ampia varietà di prodotti”.

Il web-to-print abbatte i confini territoriali, con la possibilità per le aziende grafiche italiane di esportare la propria qualità all’estero. Una strada che avrà successo se si supereranno gli ostacoli della lingua e della poca competitività nel time-to-market. Tutta la supply chain deve essere adeguata agli standard europei per poter competere sui mercati internazionali.

Eccezionale veramente
Il caso Mailboxes Etc , illustrato da Andrea Berzolla, amministratore delegato di Direfarestampare, ha preso in esame la poca propensione del mercato italiano – del tutto in linea con quello europeo con l’unica eccezione del Regno Unito – alla diffusione delle reti di franchising nel settore grafico. La scomparsa delle piccole tipografie rende difficile ai print buyer di piccole o minime dimensione trovare evasione alla loro domanda: per questa tipologia di utenti risulta complicato rivolgersi alle agenzie pubblicitarie per la promozione dell’immagine o dei prodotti. Mailboxes Etc, attraverso una piattaforma di web-toprint, offre a questo target un serviambito zio completo di comunicazione integrata secondo la filosofia del “instant marketing shop”. Sono comprese nell’offerta progettazione grafica e stampa di basse o alte tirature: tra i partner di Mailoxes etc ci sono piccole e grandi tipografie che consentono di offrire ai clienti una gamma completa di prodotti.

La liberalizzazione postale
Focus sul tema della liberalizzazione postale con l’intervento del rappresentante del Ministero per lo Sviluppo Economico, il direttore generale dei Servizi per la Regolamentazione Postale Mario Fiorentino. L’Italia sta vivendo un momento particolare dal punto di vista normativo; infatti si stanno per concludere le fasi di approvazione della Bozza di Decreto di recepimento della direttiva sul completamento della liberalizzazione del mercato postale interno. Sono stati chiariti i termini fondamentali dell’impianto normativo di recepimento, che pur senza stravolgimenti vede uscire dalla riserva tutti i tipi di prodotti, a esclusione degli atti giudiziari che rimangono, per motivi di ordine pubblico, riservati alla consegna da parte di Poste Italiane. Importante segnalazione quella dell’uscita dei prodotti di marketing diretto dall’ambito dei Servizi Universali, prevista al 1 giugno 2012. Fiorentino ha aggiornato anche sul tema dell’assoggettamento o meno ad IVA dei servizi resi dal Fornitore del Servizio Universale. L’anomalia che prevederebbe l’esenzione Iva (solo per Poste Italiane) sui servizi accessori a quelli più specifici di consegna e recapito è in fase di osservazione da parte della Comunità Europea, che dovrebbe a breve intervenire per chiarire la situazione.

Libri, periodici e quotidiani
All’ordine del giorno del Digital Printing Forum un confronto sul tema dell’editoria libraria, periodica e quotidiana tra digitale e nuovi media coordinato da Fausto Ceolini, presidente di Xplor Italia. Il parere di Sergio Vitelli, segretario di Asig, sugli elementi che influenzano l’industria della stampa digitale è che, dal punto di vista sociale, la crescita del livello culturale ha determinato una forte presa di coscienza della manipolabilità delle notizie. La tecnologia offre facile accesso a diversi strumenti digitali per diffondere l’informazione. I quotidiani sono stati penalizzati dall’eccesso di flussi di informazioni che arrivano da ogni parte e dalla stessa crisi economica che colpisce i ricavi pubblicitari degli editori di quotidiani portandoli da una media dichiarata di 600 mila a 400 mila copie di vendite giornaliere. Per Luca Leonardini, ceo di Censhare, in Italia la situazione più critica riguarda l’organizzazione dei contenuti. L’industria italiana approccia in modo culturalmente sbagliato il mercato: “La gestione dei contenuti non è solamente un problema tecnico, ma una questione strategica: le aziende di stampa italiane perdono occasioni di business per un problema culturale e di time-to-market”. Le realtà mediopiccole, più penalizzate nella capacità di investimento e di adeguanamento mento dei modelli di business ai cambiamenti del mercato, pagano maggiormente questo scotto. In disaccordo con questa visione Carlo Emanuele Bona, amministratore delegato di Promedia: la visione di un mercato lento e non preparato non riguarda la totalità delle industrie grafiche italiane. La sua esperienza diretta ne è un esempio: Bona è alla direzione di un’azienda che è stata in grado di dare la propria interpretazione strategica all’evoluzione del mercato operando una trasformazione dell’offerta di servizi editoriali. Dello stesso parere Giovanni Antonuzzo, amministratore delegato di Rotomail: sono notevoli gli sforzi delle aziende che investono in innovazione e rischiano per essere più competitivi. Anche Joseph Marsanasco, direttore generale di Rotolito Lombarda, ha concordato nel sostenere che la situazione attuale del mercato costringe le aziende a rischiare con investimenti che non sempre hanno il ritorno previsto. Per Antonuzzo l’ambito dei quotidiani non è settore su cui un’azienda possa investire in tutte le fasi del processo: va stabilito un preciso piano strategico affinché l’aggioradeguanamento tecnologico risulti sostenibile. La finestra produttiva dei quotidiani è troppo stretta per essere produttiva di per sé.
 
La carta piace
Il valore della carta esiste ancora ma è cambiato il modello di offerta: la distribuzione libraria è stata rivoluzionata dall’editoria digitale e dal Print on demand e il mondo dell’editoria ha sostituito il motto “produco e vendo” con quello “vendo e produco”. Dello stesso avviso Marsanasco, che rimarca quanto il volume di stampa rimanga costante nella quantità perché i cali di tiratura sono compensati dall’aumento dei titoli. Una tendenza che ha spinto Rotolito a soddisfare richieste anche molto basse, arrivando alla singola copia mantenendo equità di prezzo attraverso scelte tecnologiche: la soluzione a getto d’inchiostro di produzione Hp collegata a una linea di finishing Müller Martini abbatte i costi fissi avvantaggiando la stampa di basse tirature. Nuove sinergie, nuove strategie sono necessarie: la vittoria andrà ai più rapidi e intraprendenti. Auspicabile l’abbinamento tra digitale e rotative per accelerare il cambiamento.